#dischifreschi del mese | Gennaio 2018

martedì, 30 Gennaio 2018 | #dischifreschi, Blog | di

Gennaio è ormai quasi finito e mentre, sommersi dal freddo, dagli impegni e dalla sessione ripensiamo all’ultima volta in cui siamo riusciti a vedere la luce del sole, già strizziamo un occhio alla primavera, al carnevale (i dolci/le vacanze!) ed al risveglio della natura.
Seguendo quest’onda di ottimismo abbiamo quindi deciso quali #dischifreschi consigliarvi per sopravvivere al meglio al periodo più pesante dell’anno.

L’edera – Rampicante

L’Edera è il progetto di Alberto Manco, un giovane cantautore salentino fuori sede a Parma.
Nato nel 2013 tra demo casalinga e provini acustici, sul finire del 2016 L’Edera debutta col suo primo lavoro in studio “Rampicante EP”, disco autoprodotto di 5 tracce, registrato con la collaborazione di Marco Caino Marinelli. Supportato da una band, inizia un piccolo tour suonando in apertura a nomi della scena italiana indipendente come Dente, Colombre, Giorgio Poi, La Municipàl.
Tra inediti ed editi rivisitati, Rampicante si compone di 5 tracce caratterizzate da uno  stile cantautorale che strizza l’occhio alla scuola romana e molteplici influenze e suggestioni musicali.

L’idea alla base della copertina è di Alberto stesso: Un omaggio alla città che lo ha ospitato e che è diventata la sua seconda casa.
La foto, scattata da Margherita Zazzero ritrae Alberto davanti all’ingresso di un negozio dell’usato in via Bixio a Parma, il simbolo del quartiere in cui ha vissuto i primi due anni di università. Due anni pieni di storie ed esperienze che lo hanno formato molto e hanno portato allo sviluppo di tante idee che sono finite nel disco.
Il giorno in cui ho finito il trasloco in una nuova casa -ci ha raccontato- il disco era pronto per uscire, Così ho deciso di numerare le prime 50 copie dell’ep ed in ognuna metterci un pezzo della casa che mi stavo lasciando alle spalle. Ogni copia conteneva un post-it, ogni post-it una storia. Ed è quello che è un disco: un contenitore di storie, usate, tue o di altri. Come un negozietto delle pulci. Come “Al Pozzo” di via Bixio in copertina.

Link all’ascolto: Spotify

I Botanici – Solstizio

I Botanici sono una band nata a Benevento nel 2015 e caratterizzata da influenze emocore, post-punk e post-rock.

L’esordio del gruppo avviene nel novembre del 2015 con tre inediti: Non sbaglio più, Io non credo, C’avremo tanto da fare, contenuti in “Demo in ciabatte”.

Solstizio affonda le sue radici nelle storie, paure e incertezze quotidiane tra l’estate e l’inverno del 2015, periodo in cui prende forma in una sala prove a Benevento.

All’inizio del 2016 tre tracce incise su una demo incontrano Alberto Bebo Guidetti che decide di produrre quello che sarà poi il disco d’esordio de I Botanici. Ad aprile dello stesso anno nel Donkey Studio a Medicina (BO), con la collaborazione di Hyppo, vengono registrate, in una settimana, le otto tracce contenute nel disco che Esce precisamente l’8 Aprile 2017 per Garrincha Dischi.
Realizzato da Manuela di Benedetto l’artwork del disco rappresenta una figura femminile “Botanica” ed un sole stilizzato: il solstizio.
La figura della donna è un po’ la linea comune di tutti i pezzi – ci hanno raccontato – pezzi sentimentali che parlano di amori spontanei e di storie che hanno lasciato un segno, sentimenti e stati d’animo che vanno dalla gioia alla solitudine, fino ad arrivare alle generali paure ed incertezze tipiche della post-adolescenza.
I Botanici raccontano storie.

Link all’ascolto: Spotify

GIUNGLA – Camo EP

GIUNGLA è il moniker dietro cui si nasconde il nuovo progetto solista di Emanuela Drei, già voce degli Heike Has The Giggles ed ex bassista degli His Clancyness.

Dopo Duecentomila ascolti sui social senza nemmeno un album pubblicato, e dopo essersi esibita in Italia con Grimes e Blood Orange, e ad Eurosonic (dov’è anche stata segnalata dalla BBC Radio 1 tra gli artisti da tenere d’occhio),​ oggi vi parliamo di Camo EP, il suo album d’esordio.

Uscito sul finire del 2016, Camo EP: rappresenta l’immagine di un pattern militare che si è fissata nella mente di Ema pensando a queste canzoni, e a ciò che l’ha portata a creare il suo intricato happy place fatto di chitarra, pedali e drum machine e alla scelta di presentarsi da sola sul palco.
Questo è il modo in cui era necessario l’album fosse: coraggioso e senza nulla da dimostrare perchè, in fondo, Giungla non è un semplice “progetto”; ma rappresenta piuttosto un’urgenza, un’ attitudine ed un modo di guardare e fare le cose, senza darsi confini e con la voglia di cambiare, mimettizzarsi e sparire, ma allo stesso tempo di esserci sempre.
La copertina ha voluto riprendere un po’ tutto questo, e ritrae una foto realizzata da Giulia Mazza.

Link all’ascolto: Rockit.it