ANCORA MEGLIO – CIMINI | Sono tutti migliori di te

martedì, 6 Marzo 2018 | Blog, Intervista | di

CIMINI, cantautore di origine calabrese e bolognese d’adozione. È riuscito ad incuriosire tutti con il mistero celato dietro La Legge di Murphy, anche se la sua carriera musicale va avanti già da tempo. Dopo un periodo di lontananza dal palco torna con un nuovo prodotto, differente dal precedente, subito apprezzato dall’etichetta Garrincha Dischi. In attesa dell’uscita del nuovo album “Ancora meglio”, prevista per il 9 Marzo, e del tour che interesserà diverse città d’Italia, ho fatto due chiacchiere con Federico.

Da Federico Cimini a CIMINI: qual è stato il punto di rottura con il precedente percorso artistico e da cosa è stato motivato il tuo ritorno in scena?

Mi ero un po’ annoiato di quello che stavo facendo prima perché mi sono scontrato con una realtà che a lungo andare non mi faceva divertire. È strano essere un cantautore, scrivere delle robe per emozioni, per empatia e vedere che magari questo percorso alla fine non viene riconosciuto. Dopodiché, da un momento all’altro ho deciso di stare fermo, di stare zitto, non sapendo a cosa andavo incontro. Poi ho scritto delle canzoni e ho sentito la necessità di farle ascoltare al pubblico. Le prime persone che le hanno ascoltate sono stati proprio i ragazzi di Garrincha e così si è intrapreso un percorso nuovo. Sono uscite delle canzoni decisamente nuove e diverse che staccavano nettamente con il passato. Si è pensato di partire dal nome per essere anche più diretti. CIMINI è il nome con cui mi chiamano i miei amici, tutto qua, quindi niente di troppo estetico o formale.

Le tue radici sono del profondo sud. Dalla Calabria hai deciso di spostarti a Bologna dove vivi da 10 anni. Quanto credi che questa città abbia influenzato il tuo modo di comporre, i tuoi testi e la tua musica?

A Bologna mi trovo bene, non me ne voglio andare. Voglio far crescere mio figlio in piazza Carducci. Qui ho conosciuto e conosco un sacco di persone che mi influenzano. In una settimana hai la possibilità di vedere sette concerti e di mangiare un sacco di cultura. Bologna è una città di passaggio e ti fa appassionare perché è piccola, a misura d’uomo, però è anche grande: c’è un gran cuore in questa città. A Bologna ho trovato una casa in questo senso. Poi il fatto di uscire per strada e vedere un sacco di amici, la fortuna di averne molti del mondo della musica, di riuscire ad avere un confronto semplicissimo con loro è una figata e questo aiuta tantissimo perché si crea un gruppo, una scuola, una condivisione.

E la Calabria nelle tue canzoni?

Penso che nella vita di un uomo esistano varie case, vari momenti, varie epoche della vita stessa. Ho trent’anni e ho vissuto più tempo a Bologna che in Calabria.  Una cosa che ho notato fin dal primo anno a Bologna è che da quando me ne sono andato dalla Calabria,  questa ha iniziato a mancarmi e ogni volta che ci ritorno me la vivo in maniera sempre diversa, sempre particolare. Ci sono alcune canzoni tipo Una casa sulla luna che parlano molto della mia terra: “il mare d’inverno la domenica mattina” è un’immagine che ho stampata in testa perché è la tristezza, è l’angoscia ed è un’antitesi perché ti fa pensare al mare d’estate la domenica mattina che è precisamente il contrario di quello che si vede d’inverno.

Il tuo ritorno è stato anticipato da una campagna promozionale ben studiata dove i social hanno influito  in maniera incisiva:  La Legge di Murphy è stata preceduta da una sorta di processo virale durato circa una settimana, il video di Una Casa sulla Luna è stato disponibile solo su Instagram per 24 ore, i vari adesivi sparsi per diverse città d’Italia per il lancio di Sabato Sera. Ogni singolo è stato studiato per fare in modo che venisse conosciuto fuori. Quanto pensi i social ad oggi siano importanti nella musica?

Semplicemente i social sono il canale con cui ci si muove attualmente. Prima si sopravviveva lo stesso e c’era un’altra forma di promozione musicale.  Per La Legge di Murphy ho ricevuto molte critiche sul fatto che fosse solo un “hype”, ho anche scoperto di avere degli haters. In realtà abbiamo studiato marketing culturale e deciso di fare delle campagne promozionali “alternative” utilizzando stickers e cartelli.  Non pensavamo che questa storia assumesse tanta rilevanza. Ci siamo semplicemente detti :“Ok, Garrincha è una famiglia molto grande, possiamo chiedere aiuto agli amici della famiglia” e quindi a Lo Stato Sociale, gli Ex-Otago ecc.. cui si sono aggiunti altri amici esterni. Ho notato che si era creata molta attesa e quando è uscita La Legge di Murphy indubbiamente qualcuno sarà rimasto deluso dalle aspettative. Noi abbiamo risposto così (e questo scrivilo): si è deciso di non fare nulla, lasciando la canzone alla gente con un video che non mostrasse la mia faccia. Solo la canzone. Dopo qualche settimana La Legge di Muprhy è andata su Indie Italia e, a parte i numeri iniziali frutto della curiosità , dopo un paio di settimane un sacco di gente ha iniziato a scrivermi. E lo fa tuttora, ogni giorno, perché si ritrova in quelle parole. La Legge di Murphy, che tanto era stata criticata, è diventata la base di una mia nuova estetica. E credimi, che grazie a quella  canzone lì, a quell’ hype che da molte persone è stato definito ingiustificato, le altre uscite hanno fatto sì che si proseguisse un racconto, un messaggio che voglio lanciare e che spero possa arrivare con questo disco. È stata davvero una roba bellissima e se non fosse partita da quella curiosità dei cartelli non saremmo arrivati a far capire che di Sabato Sera deludiamo tutte le aspettative, o che c’è molta angoscia la domenica mattina nel mare d’inverno, oppure che soffriamo tutti un po’ d’ansia per colpa di questi tempi.

Mi accodo all’ultima frase e ti cito: “Soffro l’ansia di volere tutto, di non accontentarmi mai”. Questo dice molto su di te, sul tuo modo d’essere. Ti chiedo: qual è il tuo approccio alla musica che componi?

È un approccio personale, intimo. Scrivo per necessità perché ho bisogno davvero di creare uno sfogo e condividerlo con il pubblico. Ho bisogni di dire delle cose e le scrivo, questo perché sono una persona ansiosa e va bene così, forse è un modo per tranquillizzarmi. Ecco, sono una persona ansiosa alla continua ricerca di un equilibrio e questo mi provoca malattie croniche, sono alla costante ricerca di un equilibrio mentale e la musica è uno di questi.

Parliamo dei videoclip. Chi è il regista? Quale idea sta dietro ai video?

Noi abbiamo deciso di creare un immaginario non solo musicale ma anche visivo. Il regista è Davide Spina che collabora ormai in maniera molto stretta con Garrincha, (regista di Una Vita in Vacanza de Lo Stato Sociale, per intenderci). Abbiamo cercato di tenere un’impronta condivisa con Davide lasciandogli abbastanza carta bianca, anche perché volevamo far venire fuori un suo modo di vedere quelle canzoni. I videoclip che sono usciti sono frutto di un’idea condivisa, un ragionamento creato di fronte a qualche riunione un po’ alcolica per cercare di creare l’apertura giusta per tirare fuori delle idee che si attaccassero bene alle canzoni. L’immaginario visivo di Davide secondo me è stato utilissimo a far capire il messaggio che si voleva trasmettere. Con La Legge di Murphy abbiamo messo in mezzo l’idea dell’uomo-banana e Davide è riuscito a costruirla sia a livello narrativo, che a livello empatico, creando appunto la giusta empatia con il pubblico attraverso quei luoghi comuni che vive in una giornata il protagonista del videoclip (che è Renato Avallone del Terzo Segreto di Satira, diventato oltre che il mio alter ego, mio fratello). A me interessava il concetto del “sono tutti migliori di te, sono tutti migliori di me”: ci sono io ma ci sei anche tu.  Davide ci è sicuramente riuscito , così come con Un’ Altra Possibilità dove racconta un’altra storia in maniera secondo me abbastanza più poetica e poi Sabato Sera, che è stata rovinata dalla mia presenza in scena per la prima volta e quindi su questo non posso esprimermi.

Parliamo di copertine, un argomento molto caro a noi di dischirotti. : Chi se ne è occupato? Quanto credi le singole copertine rispecchino CIMINI e di cosa parlerà l’ultima, quella finale, del disco?

Le copertine sono state frutto di mesi e mesi di lavorazione con Stefano Bazzano, un amico e un fratello in cui credo profondamente. Diciamo che se con i video volevamo creare un giusto collante con le canzoni, con le copertine abbiamo voluto creare un collante con il concetto. Stefano, infatti, ha deciso di essere molto concettuale, di riprendere un oggetto e metterlo come simbolo del titolo stesso della canzone, non ci interessava troppo penetrare nel significato. Secondo noi la copertina deve creare quella curiosità che porta la persona ad ascoltare, ad incuriosirsi. Allora con La Legge di Muprhy abbiamo utilizzato la fetta biscottata caduta dalla parte sbagliata, con Un’ Altra Possibilità si è ragionato sul cambiamento cui può andare incontro una persona scegliendo un manichino con una parrucca; con Sabato Sera la pizza, facile, poi in Una Casa sulla Luna abbiamo deciso di creare questa visione onirica di una snowball . Ovviamente l’idea è di Stefano ma con la reference di Toilet Paper , una rivista di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari.  Lì c’è un contenuto molto pop e concettuale che riusciva a rispecchiare bene l’idea che volevamo dare. Nella copertina dell’album invece abbiamo deciso di fare un upgrade: se nelle copertine dei singoli abbiamo utilizzato degli oggetti, nella copertina finale abbiamo deciso di utilizzare una persona, una ragazza che si sta facendo una maschera con le fette di cetriolo sugli occhi e che cerca di migliorarsi, quindi “Ancora meglio”.  Ad un certo punto però, si nota che da un occhio le cade la fetta di cetriolo che si va ad infossare sulla maschera che sta facendo e questo nasconde un po’ di insicurezza. È simbolo di tutto il tempo che si va a perdere cercando di essere migliori degli altri.

È gia passata più di una settimana dall’uscita di Sabato Sera. E mancano pochi giorni all’esordio live del 9 Marzo al Locomotive Club di Bologna. Cosa dobbiamo aspettarci dal primo live di CIMINI?

Non lo so, non so come andrà a finire. Sono molto teso al pensiero, ma anche contento del fatto che vado in tour. Ad oggi mi è capitato di suonare una volta sola a Roma il giorno del mio compleanno come ospite di una serata e ho fatto tre canzoni al piano. Era la prima volta che suonavo il piano e prima di suonare ero tesissimo. Dopo un po’, quando ero sul palco ho scoperto che mi è piaciuto davvero tanto sia suonare il piano, sia rapportarmi con le persone, anche se ero un po’ di legno, imbarazzato, non sapevo forse bene cosa dire: penso che sarà cosi il primo live. Sicuramente sarà un momento in cui ci sentiremo tutti uguali

Secondo CIMINI , invece, qual’ è la copertina più bella di sempre?

Le copertine dei Beatles secondo me sono una roba assurda. Quella a cui sono più legato è Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band perché ci sono dei messaggi dentro che nascondono anche una forma di “cazzeggio” da parte dei Beatles, come ad esempio l’idea che Paul fosse morto, con tutti quei messaggi che indirizzavano ad un suo funerale, o il fatto di avere intorno tutte quelle persone che, secondo loro, in qualche modo hanno influito sulla creazione del “modello Beatles.” È fantastico, a me piacciono le cose piene di significati anche nascosti. In realtà anche le mie canzoni sono piene di significati nascosti e che probabilmente non dirò a nessuno, resteranno per me. E forse anche questo è il bello: avere il potere di decidere comunque sulle tue cose. I Beatles ci riuscivano tantissimo e la massima espressione la troviamo in questo disco.

Consigliaci un disco!

Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Onesto.

 

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