Le cinque copertine della vita di Kassiel | Futura1993

sabato, 6 Ottobre 2018 | Blog, Intervista | di

Federico Bisozzi e Andrea Normanno danno vita a Kassiel, duo elettronico ipnotico e attrattivo, dalle influenze spiccatamente internazionali.
Vibrazioni urbane, onde sinuose e al tempo stesso geometrie definite sembrano essere gli ingredienti giusti per far diventare i Kassiel uno dei progetti più interessanti del momento del panorama della musica elettronica in Italia.

Abbiamo deciso di fare una cosa speciale per dischirotti: non una semplice intervista ma qualcosa
di più personale e, secondo noi, anche parecchio difficile. Abbiamo chiesto ad alcuni artisti di
scegliere le copertine dei dischi della loro vita e di raccontarcele.
Ecco quelle che i Kassiel hanno selezionato per noi prima del loro live di questa sera sull’Italian Attitude Stage dello Spring Attitude Festival, a Roma.

Pat Metheny Group – Still Life (Talking)

Disco stupendo e cover all’altezza del contenuto. E’ un cd che i miei genitori ascoltavano tantissimo, ricordo bene quando ero piccolo e tenevo la copia fisica dell’album sempre per le mani, lo ricollego a dei bellissimi ricordi.
Credo che la copertina lasci già intendere all’ascoltatore che si è di fronte ad un album dai suoni evocativi, malinconici ma al tempo stesso allegri. Contrasto emotivo ma soprattutto melodico: questo album rappresenta l’unione del mondo jazz con quello della musica brasiliana dando vita ad una mescolanza culturale e sonora senza precedenti.
Suoni etnici, vicini alla terra, vicini all’uomo.

Jean Michel Jarre – Oxygene

Potente e onirico.
È il disco che, in adolescenza, mi ha fatto virare verso sonorità più elettroniche ed astratte.
È stato uno dei primi dischi elettronici pop strumentali del secolo scorso che sarebbe potuto essere stato scelto come colonna sonora di un film. Fossi stato io lo spettatore, catturato dalla copertina, sarei senz’altro finito a guardare il film trainato dalla colonna sonora. La copertina è intrigante, un’immagine potentissima. Ascoltare Jean Michel Jarre è come salire su di una giostra; note sfacciatamente sognanti si susseguono tra loro formando melodie che forse oggi tendiamo a ridicolizzare per l’abuso pubblicitario che è stato fatto di questo tipo di musica tra gli anni ‘80/90.
Questo artwork sicuramente aiuta a difendere e a tenere viva l’autenticità di questa pietra miliare.
Autenticità di un ascolto che in un modo o nell’altro, forse per un discorso affettivo, mi fa sempre sentire al sicuro.

Tosca – Dehli 9

Mi ricordo che al liceo mi passarono una playlist di musica elettronica in cui era presente anche questo disco. Ad un primo ascolto, passò quasi inosservato perdendosi tra le varie decine di Autechre, Aphex twin, Lfo etc che adoravo… lo considerai alla stessa stregua dei vari “buddah bar”, “caffè del mar” modaioli del tempo.
Poi l’estate seguente lo ritrovai in Austria, in un negozio, e rimasi colpito dalla copertina in tessuto e un adesivo con impresso questa fotografia geniale.
Riascoltai il disco con più attenzione, anche perché ormai avevo speso dei soldi per averlo e piano piano mi sono ritrovato a consumarlo.
Tosca è un progetto musicale che mi ha accompagnato per molti anni introducendomi ad un’inaspettata estetica musicale…apparentemente più lineare e minimale ma molto più profonda e ferma di molti contemporanei.
Un po’ come fosse un film leggero ma con vari livelli d’interpretazione, man mano che lo si guarda, matura.
Il merito di essermi avvicinato all’estetica di cui parlo non può che essere ricondotto a questo artwork.

Nirvana – Nevermind

Quando vedo questa foto in me si muove qualcosa di veramente profondo… sono suoni sicuramente molto distanti dai miei attuali ascolti ma è un qualcosa che si slega temporalmente da analisi e percorsi musicali… Quando mi capita di vedere questa copertina in giro, su uno scaffale o in qualche casa, ho la stessa sensazione di quando passi ogni giorno di fronte ad un enorme monumento e con la coda dell’occhio continui a fissarlo…in cuor tuo sai che, ogni tanto, è doveroso fermarcisi.

Dj Rolando – Jaguar – Layout

Attualissimo pur risalendo ad oltre 18 anni fa; la traccia è un capolavoro assoluto!
Agli inizi degli anni ’90 il collettivo musicale statunitense, gli Underground Resistance di cui Rolando fece parte, introdusse una nuova concezione di musica elettronica. Contrastando l’utilizzo di strategie commerciali per promuovere la musica, spinsero verso un tipo di sonorità senza filtri e che rappresentasse una valvola di sfogo per il sentire di quegli anni.
Nessun compromesso: una musica che fece intravedere un cambiamento.
Tonalità groove e funk si fondono all’house e techno e la copertina sembra anticipare una fitta trama di armonie complesse che si amalgamano in un tutt’uno ad oggi ancora molto attuale.

Di Francesca Zammillo

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