Le cinque copertine della vita di Jacopo Et | Futura1993

domenica, 14 Ottobre 2018 | Blog, Intervista | di

Jacopo Et è un ragazzo degli anni ‘90 con il pop in testa. Di lui possiamo ascoltare solamente tre singoli: “Fulmini”, “Fuori” e l’ultimissimo “Golf” uscito il 5 ottobre, ma già si sente parlare molto di lui che, dopo essere finito in Viral 50 su Spotify con gli amori impossibili decide di passare ai motori. Il mix tra la disco vecchio stampo degli 883 e la provincialità tutta italiana stile “Fatti mandare dalla mamma” sono irresistibili e fanno venire una gran voglia di ballare.

Abbiamo deciso di fare una cosa speciale per dischirotti: non una semplice intervista ma qualcosa di più personale e, secondo noi, anche parecchio difficile. Abbiamo chiesto ad alcuni artisti di scegliere le copertine dei dischi della loro vita e di raccontarcele. Ecco quelle scelte da Jacopo Et.

883 – La Donna il Sogno & il Grande Incubo

Questa è prevedibile, visto che nelle copertine dei miei pezzi c’è sempre un richiamo diretto a questa copertina. È in assoluto la più importante per me: il disco rappresenta la perfezione, l’idea di fare la copertina olografica è gigantesca e l’illustrazione di Giulio De Vita che richiama palesemente Dylan Dog (Max ad esempio è vestito uguale). È spaziale.

The Bloody Beetroots – Romborama

Ho sempre invidiato parecchio l’idea di Bob Rifo di fare musica con una maschera da cattivo dei fumetti – io sono sempre fan dei cattivi dei fumetti. Anche il disco mi piace parecchio e poi la copertina l’ha disegnata un certo Tanino Liberatore… impossibile non farsela piacere.

Iron Maiden – Killers

Derek Riggs, il tizio che ha disegnato tutte le copertine degli Iron Maiden fino al 1990, secondo me è importante quanto i membri della band, se non di più. Il disco invece, pur essendo un classico, non mi esalta troppo – ma questo perché non sono fan del genere (sì, ok rockettari, sparatemi).

Kavinsky – Outrun

Disco devastante, immaginario eccezionale (un’altra roba che invidio tantissimo è quella dannata Testarossa) e copertina impeccabile, nient’altro da aggiungere. Kavinsky in questa copertina è potentissimo, è il supereroe in controluce che tutti vorremmo essere. Poi ci sono le luci, la nebbia, i fulmini, il font perfetto e un’atmosfera horror pazzesca.

Backstreet Boys – Millennium

Era tutto troppo darkettone fino a qui, serviva un po’ di freschezza, dai. Non lo so regaz, io oggettivamente quando avevo 9 anni (nel 1999) volevo essere come loro, vestito di bianco e pieno di figa. Poi il disco è una mina, ti basta ascoltare I Want It That Way per darmi ragione.

 

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