5Covers – Episodio I: Gangster Efebi E Poeti Incompresi

lunedì, 15 Ottobre 2018 | Blog, News | di

5Covers è il nuovo appuntamento settimanale di dischirotti, una rubrica che intende parlare di musica ed artisti a partire da quello che per noi è un elemento essenziale di ogni progetto: la copertina. La vocazione grafica nel DNA di dischirotti. è ciò che ci contraddistingue da altre realtà e piattaforme online che trattano di musica. 5Covers altro non è che un’ulteriore incarnazione del motto che è alla base dell’intero progetto: WE JUDGE AN ALBUM BY ITS COVER, “giudichiamo un album dalla sua copertina”. Crediamo vivamente che l’artwork di un progetto sia un manifesto di intenti dell’artista o del gruppo di artisti dietro ad un lavoro musicale e possa incidere sulla sua recezione, la sua fruizione ed il suo successo.  Svolgere un’attenta analisi della copertina di un album significa rintracciare le influenze di un artista, ricostruirne il background culturale e morale, evidenziare la percezione di sé e del proprio progetto che si vuole convogliare e dunque tracciare una mappa degli intenti del lavoro in questione. Giudicare un album dalla copertina non è una semplice velleità ma un’operazione complessa volta ad una più approfondita comprensione di un artista, del suo lavoro e della sua agenda.

 

Ezra Furman – Transangelic Exodus

 

 

In un momento storico di rinnovato oscurantismo, Ezra Furman è la voce fuori del coro di cui la musica aveva bisogno. Transangelic Exodus, l’ultima fatica dell’artista, affronta nelle sue tredici tracce un concept in maniera mai banale e sempre provocatoria: la fuga sgangherata di una coppia di novelli Romeo e Giulietta queer da un sistema che non approva la loro esistenza, né tantomeno accetta il loro amore. In questo esodo rocambolesco la prima cosa da cui Ezra pare fuggire è proprio il suo passato e lo comunica con una serie di oculate scelte grafiche: non compare nella copertina e nel materiale promozionale il nome della band che dal 2013 lo aveva accompagnato prima con il nome The Boyfriend, poi di The Visions; svaniscono dalla copertina gli sgargianti rossetti e vestiti sfoggiati da Furman nelle cover dei suoi precedenti lavori. Rimane solo la suggestiva fotografia degli occhi di Furman riflessi nello specchietto retrovisore interno di una macchina pronta a partire nella notte, uno shot cinematografico in toni seppia accompagnato unicamente dal titolo dell’album e dal nome dell’artista sottostanti. Furman è maturo e pronto ad affrontare senza alcuno scudo il mondo parlando della sua condizione di persona queer attraverso la sua arte.

 

Moses Sumney – Aromanticism

 

 

Nel 2017 viene pubblicato lo straordinario album d’esordio intitolato Aromanticism dal cantautore americano Moses Sumney, nome che a molti non risultò nuovo in quanto da tempo orbitava nell’atmosfera di artisti del calibro di Beck, Erykah Badu e Sufjan Stevens. L’album è costruito intorno ad una domanda essenziale: se l’amore romantico è un traguardo da raggiungere per la propria realizzazione nella società, cosa succede nel momento in cui non riusciamo ad ottenerlo? La risposta sono trentacinque minuti di sospensione in un vuoto avvolgente evocato dal falsetto setoso del cantante losangelino. La copertina vede il cantautore a torso nudo dare le spalle all’osservatore, sospeso in uno spazio asettico di colore bianco, con la testa rivolta verso il petto come in un atto di contemplazione e ricerca interiore. Sumney per creare questa potente immagine si è ispirato ad un passaggio del “Simposio” di Platone in cui Aristofane racconta di come l’amore abbia avuto origine da una mancanza che Zeus impose all’umanità come punizione: infatti, secondo il racconto mitico, gli uomini un tempo vennero scissi dal dio in due parti e privati della loro originale completezza androgina, con la testa rivolta al petto per costringerli a ricordare ciò di cui sarebbero stati privati.

 

 

Achille Lauro – Pour L’Amour

 

 

Pour L’Amour, il terzo album del rapper italiano Achille Lauro, è il frutto di una ricerca sonora schizofrenica all’insegna di una varietas che scade frequentemente nella forma più blanda di imitazione. Le varie influenze, piuttosto che amalgamarsi in un qualche disegno lucido, tracciano le linee della caricatura deviata di un album sperimentale, un mostro di Frankenstein acefalo che non poteva che incarnarsi in una copertina altrettanto bastarda. Lauro, che aveva già in precedenza giocato con l’immagine di Billy Idol e Travis Scott in bizzarre ibridazioni imbottite di LSD, palesa stavolta la sua volontà di affermare una qualche cifra artistica violando la salma ancora calda di David Bowie. La scelta del font usata per il titolo e del tipo di posa assunta sulla copertina di Pour Amour è senza dubbio memore dell’album Scary Monsters (and Super Creeps).

 

 

 

La svolta da gangster ad efebo di Lauro è grottesca, proprio come una delle sue principali fonti di ispirazione per il lato estetico di questo progetto: la rockstar simil-Ziggy Stardust interpretata da Jonathan Rhys-Meyers in costume da angelo nella pellicola Velvet Goldmine, un carnevale kitsch di PVC e paillettes detestato dallo stesso Bowie.

 

 

 

Eminem – Kamikaze

 

 

A nemmeno un anno di differenza dalla pubblicazione dell’album Revival, Eminem ha sorpreso i fan con la pubblicazione di un nuovo lavoro non preannunciato, Kamikaze. Non vale la pena spendere troppe parole per parlare dei contenuti proposti da Eminem. La metafora del kamikaze è efficace: Eminem si schianta contro quel che rimane della sua dignità con dissing contro chiunque non sia Kendrick Lamar, J. Cole o etero nell’hip hop. Ah, c’è anche l’ennesima traccia per una colonna sonora. “Tried not 2 overthink this 1… enjoy.” scrive Mathers sul post di Instagram con cui ha annunciato la release dell’album. La domanda che sorge spontanea porsi osservando l’artwork dietro cui si cela l’ultimo lavoro di Eminem è: “Sicuro che non pensarci un po’ di più sia stata una buona idea?”. Eminem si nasconde nell’ombra dei titani usando una fotocopia della cover di “Licensed To Ill” dei Beastie Boys che definisce un tributo. La coda dell’aereo della copertina di Eminem presenta scritte leggermente modificate rispetto alla leggendaria versione originale, proposte come una sorta di easter egg. Già a partire dall’artwork si può evincere che Eminem ha esaurito la sua vena creativa.

 

 

 

Costiera – Mai Stati In Serie A

 

 

In un clima politico in cui si affermano forme di retorica che flirtano con il fascismo e che sono apertamente di stampo razzista, decidere di utilizzare come copertina di un singolo con un titolo come “Mai Stati In Serie A”. Uno scatto che ritrae un giovane di colore non può che essere interpretato come un lodabile atto di critica sociale contro coloro che in nome di un qualche disegno politico di dubbia moralità nega una possibilità a chi sogna la Serie A dei diritti e delle possibilità, fuggendo da realtà difficili.  Una scelta del genere diventa particolarmente significativa se a compierla è un gruppo emergente come i Costiera che utilizza questa copertina per quello che è soltanto il loro secondo singolo per Futura Dischi. Uno degli intenti principali del progetto Costiera è senza dubbio evocare con un sound elettronico delicato e testi rarefatti le realtà provinciali italiane. Con l’aiuto del graphic designer Nicholas Mottola Jacobsen, già loro collaboratore per la copertina ed il video del loro precedente singolo Shangai e particolarmente noto per il suo progetto Vinyl from italy est. 1982 e per l’aver realizzato la copertina di Pesto di Calcutta, inanellano un altro successo creativo.