#dischifreschi del mese | Novembre 2018

martedì, 27 Novembre 2018 | #dischifreschi, Blog | di

A fine Novembre -si sa- è ormai il momento di cominciare a tirare le prime somme sull’anno che sta finendo.
Mentre scegliamo i nostri nuovi (bellissimi) maglioni di natale e cominciamo a prepararci per la sessione invernale,
cerchiamo il tempo per scoprire altri progetti interessanti, consapevoli che il 2018 (a livello musicale almeno) è stato un bell’anno.

Eezu – KOMOREBI


Eezu è il nuovo progetto di musica elettroacustica ideato da Riccardo Tesorini, musicista di Perugia, che vive la sua prima avventura discografica “attraverso istantanee di viaggi e scenari immaginifici”.
Il disco intitolato KOMOREBI (dal giapponese “la luce che filtra tra le foglie degli alberi”) è uscito il 21 Marzo 2018 ed è stato anticipato dal singolo e dal video del brano omonimo.

Frutto della volontà del suo creatore di far convogliare sotto un unico nome diverse esperienze musicali e materiale sonoro sparso accumulato in anni, il disco ha beneficiato di varie collaborazioni, prime fra tutte quella con Eugenio Roccetti (Tastiere) e Marco Ronconi (Batteria).
La copertina è uno scatto di Sten Bergam raffigurante il Monte Paektu, picco più alto della penisola coreana situato al
confine fra la Corea del Nord e la Cina, venerato dalle popolazioni locali da secoli.

Nell’Aprile del 2014 visitai Stoccolma – racconta Riccardo – Era la prima volta che viaggiavo così lontano in solitudine. Negli stessi giorni mentre iniziava a sorgere in me la necessità di fare un disco, dopo tanto girovagare arrivai all’Etnografiska Museet (divisione del Museo Orientale) e vidi per la prima volta questa foto.
Due anni dopo, durante la fase di sviluppo delle canzoni, iniziai a pensare alla copertina del disco.
Incerto sul da farsi, cercai un luogo che potesse ricreare istintivamente quel paesaggio ma alla fine, nessuna
sensazione fu equiparabile a quella ricevuta in quel giorno da quella precisa fotografia.
Per questo contattai la Direzione del Museo e gli spiegai il progetto, per questo KOMOREBI ha questa copertina.

Link all’ascolto: Spotify

Waxlife – Patterns

Waxlife è il nome d’arte di Simone Lanza, Produttore ed ingegnere del suono, che in 15 anni di attività come Dj,
si è esibito da nord a sud della penisola per locali e festival, partecipando anche all’ultima edizione degli MTV digital days.
Come produttore ha lavorato a più di 200 brani per altri djs, bands, sonorizzazioni e pubblicità.
Nonostante questo, “patterns” è il suo primo album con questo nome.
Il “Pattern”, ci ha raccontato, è un elemento che viene riproposto in una composizione, che si ripete, da cui si parte per poi farne delle modifiche.
Partendo da questo concetto e da questo metodo, utilizzato moltissimo nella musica elettronica, sono stati prodotti i brani contenuti nel disco.
Sempre dallo stesso concetto è legata la copertina, affidata però all’interpretazione di un altro artista che si occupa del linguaggio visivo: Luca Bugatti

Link all’ascolto: Spotify

Alberto Cipolla – Branches

Classe 1988, Alberto Cipolla muove i primi passi nella musica già dall’infanzia, dopo anni di studi di pianoforte, Alberto prosegue la strada della musica ottenendo il diploma di Composizione al Conservatorio “G.Verdi” di Torino, dove attualmente sta terminando gli studi in Direzione d’Orchestra.

Dopo le prime esperienze di scrittura per documentari e spettacoli teatrali, prevalentemente musica di stampo minimalista sulla scia di Yann Tiersen, Michael Nyman o Ludovico Einaudi, inizia a prendere forma la cifra stilistica della musica di Cipolla: il pianoforte come sorgente dell’idea melodica o armonica e un crescendo che si porta dietro synth, sezione ritmica, archi e voce in una coesione ideale di tutti questi elementi, che si avvicinano talvolta alle atmosfere nordeuropee di Ólafur Arnalds, Sigur Ròs o Mogwai.

Il suo secondo album, Branches, uscito quest’anno per l’etichetta MeatBeat Records, i esplora l’idea del concetto di “scelta”/“possibilità” e delle relazioni umane,
il sound mescola elettronica e classica ed è ispirato ad artisti come Nick Murphy, Woodkid e Anhoni.
L’album é un viaggio tra orizzonti talvolta più sperimentali, dei “Branches”, come i rami degli alberi che si estendono e dividono seguendo ognuno il proprio percorso.
Per quanto sia innegabilmente un disco piuttosto “cupo”, Branches racchiude al suo interno un messaggio positivo, presente anche nella copertina realizzata, come tutto l’artwork del disco (il formato fisico contiene anche un booklet di 16 pagine con un’illustrazione abbinata ad ogni brano), dall’artista Clara Nazzareno.
Questi rami che si snodano e si rintrecciano vogliono simboleggiare il percorso, artistico e di vita, di Alberto e di ognuno di noi. Un messaggio di speranza.
Oltre all’albero in copertina, il resto dell’artwork ha infatti come soggetto le mani, per lui il simbolo dell’agire e del fare una scelta, del “prendere in mano” la propria vita. Ad ogni pezzo corrisponde un determinato gesto ed ogni gesto rappresenta specifiche emozioni e significati.

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