Il punto “Cardine” di Fadi | Futura1993

sabato, 1 Dicembre 2018 | Blog, Intervista | di

Puntate l’indice della vostra mano sulla Nigeria, fatelo scorrere fino all’Italia e centratelo su Riccione. Risultato?
Thomas O. Fadimiluyi in arte Fadi, Italo-Nigeriano della riviera romagnola.
Non è solo il suo albero genealogico ad essere un canto meticcio: cresce, infatti, a suon di “Ciao mare” e “Romagna mia”, nella tratta casa-scuola suonano le canzoni di Marley, Ray Charles e Fela Kuti, fino ai grandi cantautori italiani come Battisti e Dalla.
Insomma, una miscela potenzialmente pericolosa, un po’ come mettere insieme Michael Kiwanuka, Celentano e Chuck Berry ma che per Fadi si traduce semplicemente in una questione di “attitudine soul”. La crescita non si ferma, e con lei arrivano nuove scoperte. L’adolescenza, infatti, porta con sé il grunge, i Fugazi, i Pearl Jam, gli Afetrhours, il gusto per la musica elettronica, l’indie romagnolo e le sonorità dei Cosmetic e ancora il nuovo cantautorato, e Brunori Sas. È così che esce a giugno il singolo d’esordio: “Cardine”, primo estratto del lavoro sulla lunga distanza che vedrà la luce nei primi mesi del 2019.
È il 26 ottobre, invece, quando vede l’uscita il suo secondo singolo dal titolo “Se ne va”: un susseguirsi di istantanee, una dopo l’altra, e con loro il nuovo che porta con sé nuovi stimoli, nuove prospettive e ancora e ancora. Dove non importa il “lieto fine” ma il viaggio. Instancabili. Con la pienezza, però, di chi dice che “Quando ci sei va tutto meglio, non lo so come andrà a finire, però daje”. Fadi ha una timbrica vocale profonda e dal colore inconfondibile. Una scrittura immediata e a grande impatto emozionale. La risposta del pubblico e della critica arrivano più che positive, tanto che il brano (“Cardine”) entra nella Viral 50 di Spotify Italia e viene trasmesso da importanti network radiofonici come Radio 1, Radio 2 e Radio Deejay. Il resto ce lo facciamo raccontare da lui. C’ è anche la spiaggia, ci sono i motori e la sua duplice cultura, musicale ed umana.
Noi di Futura 1993 lo abbiamo incontrato e gli abbiamo chiesto di parlarci meglio del suo progetto:

Nella copertina del singolo “Se ne va” ti vediamo spuntare da una macchina d’epoca: è il risultato della vicinanza ad un immaginario vintage, forse ereditato da tuo padre oppure?

Si sono cresciuto in mezzo ai motori, quella macchina è una macchina che ha completamente fatto il mio babbo, ed ero contento di prenderla per lo scatto della cover.

Se dovessi scegliere una copertina di un album, quale sceglieresti e perché?

Copertina da consigliare: “La batteria, il contrabbasso eccetera” di Battisti. È bellissima l’immagine con Lucio dentro al fango che nonostante tutto corre.

Cosa si prova ad aprire un concerto come quello di un grande della musica come De Gregori?

È stata molto bello in quella serata, a Villa Torlonia, aprire il concerto di De Gregori con Colombre ed Enrico Farnedi. Ho trovato un pubblico attento e partecipe, mi sono divertito tanto, bella gente, bell’atmosfera, gran caldo eh….bellissima serata!

Come hai vissuto il palco, dividendolo con artisti del panorama italiano in occasione di “Deejay on stage?”

Suonare praticamente in casa, in piazzale Roma, con un palco che dà le spalle al mare con un sacco di gente, amici…tanta roba il palco di “Deejay on stage”! Quella serata: una bella iniezione di adrenalina.

Quanto è stato (ed è) importante per te e la tua musica poter attingere da bacini culturali
differenti?

Per me e la mia musica è ed è stato importante attingere da bacini culturali differenti. È una continua ricerca in ambedue le culture, musicale ed umana. Come sei riuscito a coniugare sonorità proprie del cantautorato italiano con forti rimandi etnici?
Diciamo che il mio è più un corredo genetico, sono autodidatta e per indole mi piace “spataccare” con i suoni e in generale nella vita con le varie passioni che ho e questa cosa me la porto con me sul palco; non è voluta come ricerca di stile, è lì quando canto.

Puoi anticiparci qualcosa dell’album che uscirà nel 2019? 

Centrerà con la nostalgia e la riviera.

Di cosa parla il tuo ultimo brano “Se ne va”, uscito lo scorso mese?

“Se ne va” parla di giorni e delle cose che scorrono, delle persone che incontri, di cose che perdi e che ritrovi, delle cose che forse trattieni un po’ di più, e del fatto che c’è sempre da ricordarsi di far festa.

“Cardine” è stato inserito tra i Viral50 trasmessi dalle emittenti radio: quali pensi sino a oggi i canali che aiutano maggiormente un artista ad emergere?

Sì! È stato bellissimo vedere Cardine nella Viral50, è stato il primo pezzo da solista. C’è da dire però che non ho avuto l’ebbrezza di ascoltarmela in macchina dalla radio, non ho lo stero al momento, non vedo l’ora di ascoltarmici! Comunque sono un po’ un tipo che pensa che ogni artista giochi un campionato a “sé”. Di canali ce ne sono svariati tramite cui trasmettere la propria musica. Se si ha la possibilità, la prima cosa che consiglio è sempre di andare a vedere concerti e di far ascoltare i propri pezzi a chi organizza, chi suona, chi ascolta quanto più possibile.

Tre pezzi da mandare in onda nel nostro programma

Dalla: “Piazza Grande”
Brace: “Casavuota”
Pino Daniele: “Alleria”.

 

Giulia Zannetti x Futura 1993

Futura 1993 è il format radio itinerante creato da Giorgia Salerno e Francesca Zammillo che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Segui Giorgia e Francesca su Instagram, Facebook e sulle frequenze di RadioCittà Fujiko, in onda martedì e giovedi dalle 16:30

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