Cinema Fest: il valore della musica nel film

domenica, 31 Marzo 2019 | Blog, Playlist | di

Domandarsi “Qual è il ruolo della musica nel film?” significa partire da un presupposto errato. È infatti sbagliato pensare di poter trovare una risposta univoca che sia valida per il lavoro di qualsiasi regista. Ogni autore presenta un suo personale modo di concepire la musica nelle sue pellicole e forzare una sintesi tra approcci diversi per rispondere a questo interrogativo è un’operazione che porterà unicamente a risposte approssimative che rispecchieranno inevitabilmente un criterio a sfavore di altri altrettanto validi.

Si può pensare di utilizzare la musica come uno sfondo per la diegesi di un racconto che accompagna i personaggi nelle loro vicende e al quale possono anche reagire avendone consapevolezza. Spesso il regista propone un determinato brano per offrire all’osservatore un’informazione su quel che sta vedendo e lo può fare in maniere diverse. Può farlo proponendo ad esempio un pezzo che per il modo in cui è strutturato veicola determinate sensazioni e sentimenti o una canzone che porta sulle sue spalle un bagaglio culturale comune allo spettatore che è in grado perciò di interpretare la scelta che è occorsa. Il regista tramite la musica selezionata può anche fornire un commentario o informarci su ciò che sta per accadere o sta accadendo in un determinato momento nella sua pellicola, trasmettere lo stato d’animo dei personaggi, darci un ulteriore indizio su come si senta o cosa pensa dovrebbe provare il suo pubblico.

In sintesi, non è possibile rispondere alla domanda “Qual è il ruolo della musica nel film?” essendo molteplici i ruoli che può svolgere anche nella stessa pellicola. Quello che possiamo fare è porci un quesito più largo che non costringe la musica alla dimensione del film, ossia “Cosa può fare la musica in un film?” In questo caso una risposta è rintracciabile: la musica comunica. Per quanto possa suonare banale, è questa la capacità più grande della musica. Qualsiasi altro attributo è secondario alla sua capacità di comunicare. Questa comunicazione può essere, come abbiamo avuto modo di osservare, più o meno attiva e ricca di contenuto ma è una caratteristica imprescindibile. Comunica coi personaggi, comunica con gli spettatori e con il regista, portando ad ognuno informazioni su se stessi, gli altri, tutto e niente. Anche il niente ha l’esigenza di essere comunicato. La musica è quindi un’impalcatura essenziale del cinema che arricchisce l’esperienza e la rende più complessa perché aggiunge un canale di comunicazione con il pubblico.

Per ribadire il valore della musica nel film il team Coque ha realizzato la serie di playlist Directed By che raccolgono alcuni dei migliori brani dalle pellicole di sei registi cult contemporanei. All’interno dell’evento Cinema Fest abbiamo condiviso sulla pagina instagram @dischirotti una playlist al giorno dal 25 al 30 marzo. Oggi potete trovarle tutte comodamente riunite e presentate dal team composto da Raffaele Bartoli, Filippo Di Marco, Marta De Villi, Matteo Esposito e Antonio Pompilio.

GASPAR NOÉ

“I lunghi piani-sequenza, i movimenti orbitali della cinepresa, il caos generato e riportato all’ordine dalla sofferenza, dalla solitudine e dall’amore, le musiche taglienti e stupefacenti fanno di Noé uno dei cineasti di cui non possiamo fare a meno” Antonio Pompilio su Gaspar Noé.

DAVID FINCHER

“David Fincher è un chirurgo. Ogni shot, anche il più corto, è frutto di un lavoro certosino volto a portare un preciso risultato agli occhi dello spettatore – ed è altrettanto meticoloso quando si tratta delle orecchie.”  – Filippo Di Marco su David Fincher

WES ANDERSON

“I film di Wes Anderson rappresentano con colori pastello storie tragiche di famiglie difficili, i primi amori, la ribellione dell’adolescenza tramite degli occhi innocenti. Tutto è portato maniacalmente agli estremi per raccontare la più desolante realtà.” – Raffaele Bartoli su Wes Anderson

LARS VON TRIER

“Ha sperimentato, ha creato il Dogma95, è stato contestato e criticato, ma Von Trier entra nello spettatore, lo manipola in un groviglio di inquadrature, parole e musiche, fino a farlo diventare protagonista stesso delle proprie creazioni” – Antonio Pompilio su Lars Von Trier

XAVIER DOLAN

“L’enfant prodige del cinema canadese riesce a trasmettere, con inquadrature e tagli stravanganti, magia ed emozioni senza però distaccarsi da quello che è il vissuto quotidiano, all’insegna di musiche che ci hanno fatto sognare” – Antonio Pompilio su Xavier Dolan

DENIS VILLENEUVE

“Pochi film, tutti capolavori. Denis Villeneuve non fa uso di musica ambient nei suoi film preferendo prendere per mano il suo spettatore ed aiutarlo a familiarizzare con gli scenari che propone attraverso un uso sapiente della musica mainstream” – Matteo Esposito su Denis Villeneuve